10 Aprile 2013
Redazione
ALIMENTAZIONE
10 Aprile 2013
Redazione

Nutrirsi bene, un insegnamento che frutta

Nel Bel Paese arriveranno oltre 20 milioni e 500mila euro

La Commissione Europea ha votato sì al programma comunitario “frutta nella scuola”. Dopo aver sottoposto a votazione la decisione, sono state assegnate il 20 marzo scorso le risorse comunitarie da assegnare agli Stati europei per il prossimo anno scolastico, al fine di continuare la loro attività di sensibilizzazione verso le sane abitudini alimentari. Ai fondi europei andranno poi aggiunti quelli di ogni singola Nazione. Aderiscono al programma, giunto ormai al quinto anno, tutti gli Stati membri esclusi Regno Unito, Svezia e Finlandia.

Nel Bel Paese arriveranno oltre 20 milioni e 500mila euro, ai quali andranno sommati i fondi del ministero dell’Economia; perciò si prevede di raggiungere un totale di oltre 35 milioni di euro. Ogni anno sono più di un milione i bambini italiani, dai 6 agli 11 anni, che beneficiano di questa iniziativa e si coinvolgono anche i genitori e tutti gli insegnanti.

Attraverso varie attività formative e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, scelti col criterio di stagionalità e privilegiando la qualità certificata (DOP, IGP e biologici), l’iniziativa promuove il consumo di frutta e verdura nelle scuole.

Molto soddisfatta la Confederazione italiana Agricoltori (Cia), che definisce il progetto importante per educare i giovani a una sana alimentazione. Bisogna, secondo la Cia, sostenere e sviluppare quest’attività, poiché, ovviamente, le conseguenze saranno positive non solo per i bambini coinvolti e per la loro salute, ma anche per lo stesso comparto ortofrutticolo nazionale che vede i consumi scesi in tutta Europa.

In particolare in Italia nel 2007 -sostiene la Confederazione- si è registrato un calo del 2,5 per cento nelle vendite di frutta e del 4,2 per cento in quelle di verdura e di ortaggi freschi. Per di più, fa sapere la Cia, oggi nell’Unione europea ci sono oltre 22 milioni di bambini in sovrappeso, di cui più del 25 per cento obesi; percentuale destinata ad aumentare di molto nei prossimi anni. E il fenomeno anche nel nostro Paese, la patria della dieta mediterranea, sta assumendo dimensioni allarmanti.

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