6 Marzo 2013
Redazione
CITTÀ E TRASPORTI
6 Marzo 2013
Redazione

Da Napoli un altro monito: mettiamo in sicurezza i nostri edifici!

"C’è la necessità in Italia di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio, soprattutto quello di valore strategico, come scuole e ospedali, e storico”

In poco meno di ventiquattrore a Napoli il crollo di un edificio e un grave incendio.
Il quattro marzo scorso ha ceduto la facciata di una palazzina in via Riviera di Chiaia, le macerie hanno investito un autobus, senza passeggeri a bordo, e alcune automobili. Per fortuna non ci sono state vittime né dispersi. E mentre la città partenopea non aveva ancora metabolizzato il dramma evitato dal cedimento della costruzione, è arrivata la notizia delle fiamme alla Città della Scienza a Bagnoli, quartiere periferico che affaccia sul Golfo di Pozzuoli, il più grande science centre d'Italia e uno dei musei scientifici di nuova generazione più prestigiosi d'Europa, completamente bruciato durante la notte del quattro marzo scorso, un patrimonio valutato circa cento milioni di euro quasi tutto distrutto.

Due fatti diversi tra loro, ma entrambi difficili da raccontare: conseguenze già tragiche avrebbero potuto essere peggiori e occorre capire le cause, accertare le responsabilità.

Si sono diffuse voci su aspetti da chiarire per l’incidente alla città della Scienza, ma l’Europa non lascia sola Napoli e il commissario Ue alla politica regionale Johannes Hahn ha commentato: «Vista l'importanza del sito, la Commissione è pronta a dare consigli sulle possibilità di cofinanziamento della ricostruzione avvalendosi anche di fondi europei».

Sul cedimento dell’edificio si è invece espresso Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi: “Istituire il Fascicolo del Fabbricato e una nuova anagrafe immobiliare. C’è la necessità in Italia di mettere in sicurezza il patrimonio edilizio, soprattutto quello di valore strategico, come scuole e ospedali, e storico”.
“I geologi rilanciano con forza l’esigenza di istituire il Fascicolo del Fabbricato un ‘libretto sanitario’ dell’edificio – ha proseguito Graziano – che permetterebbe di valutare le reali condizioni sismiche, statiche, strutturali, geologiche, impiantistiche e sanitarie dell’immenso patrimonio immobiliare italiano. O aspettiamo di vederlo crollare a poco a poco?”

Un patrimonio immobiliare, quello nazionale, “che racchiude edifici di grandissimo pregio storico ed architettonico – ha concluso Graziano – che non possiamo permetterci di veder crollare. Il Fascicolo del Fabbricato è fondamentale per salvaguardare gli edifici, ma soprattutto le vite umane. Eppure dopo tanti anni in Italia ancora non esiste”.

(fonte: fatto quotidiano, CNG )

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