9 Dicembre 2013
Luigi Arcudi
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
9 Dicembre 2013
Luigi Arcudi

Arriva il Dottore a tutela della biodiversità mediterranea

“La regione mediterranea è considerata come uno dei posti più ricchi del mondo per quanto concerne la biodiversità. Tutti gli studi biologici sull’area mediterranea, benché non tutti i gruppi di organismi siano completamente conosciuti, sottolineano il numero elevato di specie endemiche viventi al suo interno, numero che può raggiungere, e spesso superare, il 40 % in alcuni gruppi di organismi come nel caso delle piante”.

La lusinghiera valutazione è contenuta nella presentazione del dossier italiano fornito dall’ Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA, Stato dell’Ambiente 4/2001 “La biodiversità nella regione biogeografica mediterranea” ) che compone e integra il Primo Rapporto monografico sullo stato della biodiversità in Europa dell’European Enviroment Agency (EEA).
Ma, secondo lo studio citato, uno dei rischi che incombono sulla biodiversità mediterranea è quello della desertificazione. I temporali di particolare violenza sono la causa primaria dei fenomeni erosivi in terreni predisposti dal punto di vista tettonico e litologico. L’aratura, gli scavi e simili trasformazioni dei terreni, rimovendo la copertura vegetale, aumentando le pendenze ed eliminando gli ostacoli allo scorrimento superficiale delle acque (siepi, massi, terrazze rinforzate con muretti, ecc.), sono attività umane che predispongono all’erosione del suolo. E' stato altresì calcolato che vengono scaricate nel Mediterraneo circa 500 tonnellate l'anno di acque di scarico non trattate, alle quali si aggiungono 120.000 tonnellate di oli minerali, 60.000 tonnellate di detergenti, 3.800 – 4.500 tonnellate di piombo 5.000 tonnellate di rame, 3.600 tonnellate di fosfati e 100-120 tonnellate di mercurio (UNEP 1989).
La Fao, durante i primi mesi di quest’anno, ha lanciato un allarme: “Tutelare le foreste mediterranee” in conseguenza degli indicatori contenuti nel rapporto State of Mediterranean forests che mette in luce come il patrimonio boschivo dell’area mediterranea e la sua biodiversità siano in pericolo anche a causa della poca tutela a cui è sottoposta.

Ma c’è una buona notizia poiché le foreste, i boschi, i parchi, le cinture verdi urbane del bacino del Mediterraneo saranno, in un prossimo futuro, tutelate grazie a un “dottore” in infrastrutture verdi. Infatti, a partire da questo anno accademico 2013/14, il Dipartimento per l’ Innovazione nei Sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell’ Università della Tuscia a Viterbo, ha aperto un corso in inglese sulla gestione sostenibile degli ecosistemi forestali della regione Mediterranea, insieme ad alcune tra le più prestigiose Università mediterranee, come quelle di Valladolid e Lleida in Spagna, le Università Tecnica e Cattolica di Lisbona in Portogallo, l’Università Politecnica della Turchia e l’Università di Padova con il fine di formare una nuova generazione di ingegneri e tecnici forestali, manager, ricercatori e docenti interessati alla conservazione e al miglioramento della più importante infrastruttura ambientale della regione Mediterranea.
E’ stato infatti avviato un programma di laurea magistrale in lingua inglese, congiunto tra queste Università, chiamato MEDfOR-MediterraneanForestry and Natural Resources Management, nell’ambito del programma europeo Erasmus Mundus che risponde all’esigenza di un approccio coordinato, per tutto il bacino del Mediterraneo, al fine di sviluppare strumenti di formazione e informazione affidabili, basati su solide basi scientifiche e un approccio multidisciplinare, per migliorare la conoscenza sulle foreste mediterranee e la gestione delle risorse naturali di questa regione cerniera tra aree geografiche, politiche e culturali di grande importanza nel mondo contemporaneo.
“Una nuova sfida per l’Università italiana–ha detto Giuseppe ScarasciaMugnozza, Direttore del DIBAF- è rappresentata dalla necessità di aprirsi il più possibile ai rapporti internazionali, nella ricerca scientifica e nell’insegnamento. Questo corso costituisce un importante passo verso l’internazionalizzazione del nostro Dipartimento e vuole fornire agli studenti una solida abilitazione scientifica e le competenze per una carriera in settori innovativi di lavoro all'interno della filiera forestale mediterranea. Stiamo già ricevendo le prime iscrizioni di studenti provenienti da Paesi come Spagna, Portogallo, Libano, Tunisia e Pakistan”. Il programma è rivolto a giovani europei, africani, asiatici e americani che vogliano seguire i corsi internazionali dell’Università della Tuscia, e degli altri Atenei mediterranei collegati. MEDfOR è un programma di Master scientifico internazionale, di 2 anni (120 crediti ECTS), aperto ai giovani già laureati che comprende 3 semestri di corsi più una scuola estiva e 1 semestre per preparare la tesi di Master. Allo stesso tempo il programma MEDfOR rappresenta un’interessante opportunità per gli studenti italiani interessati a svolgere un percorso internazionale senza perdere la possibilità di ottenere contemporaneamente anche il titolo di studio italiano.

**
 
 

Earth Day Srl. Copyright © 2014 - All rights reserved.
Registrazione Tribunale di Roma N.247 del 11/11/2014