19 Febbraio 2013
Redazione
ECOSISTEMI E BIODIVERSITÀ
19 Febbraio 2013
Redazione

l'Artico si scioglie, stop allo sfruttamento di risorse

L'assottigliamento dei ghiacci ha una conseguenza inevitabile: un più facile accesso alle risorse naturali come il gas e il petrolio, e quindi  un aumento dell’attività umana che potrebbe minacciare gli ecosistemi di cui l'uomo non può fare a meno. Ecco il paradosso

Nella decima edizione dell’ Year Book 2013, il rapporto del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP), si pone in rilievo come lo scioglimento dei ghiacci artici stia rendendo sempre più appetibili le risorse naturali nascoste sotto la calotta. Urge, quindi, arginare la corsa allo sfruttamento per evitare di distruggere un ecosistema già fragile.

L'Artico può sembrare un luogo remoto nell'immaginazione di molti, ma i cambiamenti ambientali che si verificano a tassi sempre crescenti, hanno profonde implicazioni per tutti, in relazione al cambiamento climatico e al livello dei mari.

L'estensione estiva dello strato gelato, sottolinea il documento, è stata nel 2012 del 18% più bassa del record precedente, e molte proiezioni parlano di un'estate totalmente priva di ghiaccio già nel 2035. Questo sta rendendo più raggiungibili le risorse della zona, che contiene il 30% del gas naturale del mondo e una grande quantità anche di petrolio: “Il cambiamento delle condizioni ambientali nell’Artico – spesso considerati un capobanda per il cambiamento climatico globale – sono stati un motivo di preoccupazione per un certo tempo, ma fino ad ora questa consapevolezza non si è tradotta in un intervento urgente”, - spiega il Direttore Esecutivo dell’UNEP Achim Steiner e aggiunge ''Stiamo già vedendo nei fatti che lo scioglimento dei ghiacci sta promuovendo una corsa proprio per quei combustibili fossili che hanno provocato il riscaldamento globale ma questa gara può avere conseguenze che vanno valutate attentamente, perché il loro impatto è globale''.

Oltre allo sfruttamento delle risorse del sottosuolo, comprese quelle minerali, a minacciare l'ecosistema c'e' anche la possibilità di nuove rotte commerciali che attraversino l'area d'estate, con un proliferare di porti e altre infrastrutture, e l'aumento incontrollato della pesca nella zona: ''Nessun nuovo passo per sfruttare la nuova condizione ambientale dell'Artico - concludono gli esperti – dovrebbe essere preso senza una valutazione dell'impatto sull'ecosistema e sulle popolazioni locali''. (fonte: ANSA)

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