Per conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda

Una chiacchierata con Luca Gianotti, guida di trekking e uno dei fondatori della Compagnia dei Cammini

Modo sostenibile per eccellenza di viaggiare, il camminare può essere vissuto secondo due modalità: il semplice spostamento da un luogo ad un altro, senza soffermarsi troppo sul tratto di strada percorso e con l’unico obiettivo di raggiungere la meta; oppure in maniera più consapevole, con lo scopo, in un mondo diventato ormai troppo frenetico, di ritrovare se stessi e conoscere l’ambiente che ci circonda. Proprio di questo secondo aspetto del camminare ne abbiamo parlato con Luca Gianotti, guida di trekking e uno dei fondatori della Compagnia dei Cammini, che ha risposto alle domande di Earth Day Italia intervenendo su A Conti Fatti, rubrica trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia

Giannotti, partiamo dall’inizio: cosa vuol dire per lei camminare e come è nata questa passione?
Camminare è una grandissima risorsa che abbiamo per conoscere noi stessi e il mondo. Io, come tanti, ho iniziato nella post adolescenza e pian piano mi sono reso conto delle tante possibilità che ci può dare il camminare. Ho cominciato ad approfondire i tanti aspetti che caratterizzano il camminare e ho scoperto un mondo interessantissimo.
 
Lei si è dedicato all’approfondimento del tema del camminare come terapia. Ci può spiegare questo concetto?
I primi benefici che si riscontrano dal camminare sono sicuramente quelli psicofisici, dato affermano anche dai medici. Ma anche nel passato tantissimi filosofi hanno approfondito questo aspetto del camminare che lavora contemporaneamente sul corpo e sulla psiche. Il camminare, infatti, riequilibra e ha tantissime qualità curative e di prevenzione. Anche filosofi come Rousseau, Nietzsche, Thoreau, ci hanno insegnato questo. Adesso stiamo assistendo ad un grande ritorno di camminatori che si stanno accorgendo di questi benefici.
 
Cos’è il deep walking?
Deep Walking è un passo avanti in questo percorso di presa di consapevolezza delle opportunità che ci da il camminare. Questo progetto parte da un percorso personale di scoperta, sia nel passato che nel presente, dell’utilizzo del camminare come lavoro di pratica interiore, di lavoro su se stessi. Ad esempio gli sciamani, i toltechi del nord del Messico o lo stesso buddismo zen, utilizzano il camminare come metodo di consapevolezza e soprattutto di meditazione. Una forma di meditazione molto adatta anche a noi occidentali che abbiamo un animo e una mente molto irrequieta: la meditazione seduta ci appartiene con grande difficoltà mentre la meditazione camminata può essere uno strumento molto più adatto. Senza dimenticare che questa pratica veniva svolta anche dai pellegrini che nel medioevo andavano a Santiago: il viaggio, infatti, oltre che come raggiungimento del luogo sacro, era visto anche come modalità per ritrovare armonia interiore. Il Deep Walking vuole mettere insieme tutte queste tradizioni diverse e nello stesso tempo proporre delle tecniche specifiche.
 
Un viaggiatore che impatto ha sull’ambiente che lo circonda e cosa deve fare ridurlo?
Prima di tutto bisogna dire che il camminatore è un viaggiatore che ha il minore impatto sull’ambiente. Ovviamente certi impatti rimangono inevitabili, come ad esempio i voli aerei per raggiungere un luogo lontano. Noi camminatori dobbiamo avere il minore impatto possibile sull’ambiente: siamo attenti al consumo dell'acqua ma abbiamo anche tutta una serie di attenzioni verso il territorio anche da un punto di vista economico sociale. I grandi impatti, come il volo aereo, secondo me, possono essere compensati con delle azioni di attenzione verso quel territorio, come gesti di solidarietà, attenzione, ma anche di comunicazione vera, diversa da quella che fanno i media.
 
La legislazione italiana pone ostacoli al camminare?
Il territorio italiano essendo molto cementificato e urbanizzato, può creare ostacoli al camminatore. Nei paesi del nord e scandinavi, c'è un diritto di natura che afferma che i camminatori hanno diritto di passare sulla terra. Noi al contrario abbiamo tante privatizzazioni che impediscono questo. Il paradosso è che, per la legge italiana, un cacciatore può passare su terreni privati, mentre un camminatore no.
 
Tra i tanti che hai percorso, c’è qualche itinerario che ha influito particolarmente sulla tua vita?
Io ho un legame fortissimo con l'isola di Creta, in Grecia. Lì, per un mese, ho percorso un cammino che attraversava tutta l'isola. Torno regolarmente a camminare qui perché c'è un'energia molto particolare e un senso di armonia e di pace unico. Sto scrivendo un libro che uscirà a primavera proprio dedicato a questo cammino cretese.

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